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24 marzo 2020

L’origine del concetto di qualità…

Come nascono le norme armonizzate e come negli anni il concetto di qualità ha subito una vera e propria trasformazione?

Come nasce la norma UNI EN ISO 9001? all’interno di questo articolo vi parlerò di come il concetto di qualità si sia evoluto nei secoli, non tanto per questioni culturali che comunque avrebbero la loro valenza, ma per comprendere come l’idea di qualità intrinseca di un prodotto sia divenuta qualità nell’applicare una metodologia di lavoro utile per raggiungere determinati standard.

Nell’antichità, il concetto di qualità riguardava le caratteristiche di un prodotto immesso sul mercato e di solito la produzione ed il controllo erano delle attività eseguite sempre dalle stesse persone. Questa concezione è rimasta in voga per molti secoli anche quando comparvero le corporazioni medievali (associazioni all’epoca create per regolamentare il lavoro di determinate classi professionali in molte città europee) che iniziano a dare le prime indicazioni sul raggiungimento dei risultati.

È con la prima e la seconda rivoluzione industriale, nella metà del 1800 che la qualità subisce una vera e propria rivoluzione.

Nasce l’industria, i processi devono essere parcellizzati, eseguiti in funzioni elementari da personale diverso. Di fatto la produzione di massa aveva la necessità di regole e standard per procedere ad una produzione ripetibile. Il controllo qualità viene visto non solo come check finale ma anche come verifica intermedia, per evitare scarti di produzione. In questo scenario nascono i controlli statistici sulla produzione in quanto non era ipotizzabile controllare il 100% dei pezzi prodotti.

Nel secondo dopoguerra 1945-1985, il concetto di qualità non è più sufficiente per come lo si conosceva. Di fatto il Giappone ed e gli Stati Uniti abbracciarono una filosofia di qualità legata non più al prodotto ma al processo. L’idea era che migliorando il processo, ci sarebbe stato il miglioramento degli output (dei prodotti), promuovendo la logica legata al miglioramento continuo.

L’impianto teorico della qualità cosi come lo conosciamo è ormai nato. D’ora in poi si tratterà di migliorarlo spostando l’attenzione sempre più sui processi.

La centralità della qualità nelle aziende nel secondo dopoguerra fu promossa dal Giappone e nella persona di William Deming (di cui conosciamo il ciclo PDCA). Sulla base del modello Giapponese l’applicazione del metodo arriva anche in occidente negli anni 80 e nascono le prime norme armonizzate. Nasce la prima norma ISO 9001 del 1987. Il concetto principale era quello di prevenire le NC. Nella successiva revisione del 1994 il sistema di gestione cambia prospettiva e si focalizza sulla figura del cliente. Successivamente la 2008 si focalizza sul miglioramento dei processi aziendali e nell’ultima revisione del 2015 si concentra sul rischio d’impresa e sulla capacità di migliorarsi partendo da un’analisi del contesto e dalla valutazione dei rischi e delle opportunità d’impresa.

Seguimi sui canali social oppure invia una mail al mio indirizzo info@sicurgeo.it per una prima consulenza gratuita.

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Nell’antichità, il concetto di qualità riguardava le caratteristiche di un prodotto immesso sul mercato e di solito la produzione ed il controllo erano delle attività eseguite sempre dalle stesse persone. Questa concezione è rimasta in voga per molti secoli anche quando comparvero le corporazioni medievali (associazioni all’epoca create per regolamentare il lavoro di determinate classi professionali in molte città europee) che iniziano a dare le prime indicazioni sul raggiungimento dei risultati.

È con la prima e la seconda rivoluzione industriale, nella metà del 1800 che la qualità subisce una vera e propria rivoluzione.

Nasce l’industria, i processi devono essere parcellizzati, eseguiti in funzioni elementari da personale diverso. Di fatto la produzione di massa aveva la necessità di regole e standard per procedere ad una produzione ripetibile. Il controllo qualità viene visto non solo come check finale ma anche come verifica intermedia, per evitare scarti di produzione. In questo scenario nascono i controlli statistici sulla produzione in quanto non era ipotizzabile controllare il 100% dei pezzi prodotti.

Nel secondo dopoguerra 1945-1985, il concetto di qualità non è più sufficiente per come lo si conosceva. Di fatto il Giappone ed e gli Stati Uniti abbracciarono una filosofia di qualità legata non più al prodotto ma al processo. L’idea era che migliorando il processo, ci sarebbe stato il miglioramento degli output (dei prodotti), promuovendo la logica legata al miglioramento continuo.

L’impianto teorico della qualità cosi come lo conosciamo è ormai nato. D’ora in poi si tratterà di migliorarlo spostando l’attenzione sempre più sui processi.

La centralità della qualità nelle aziende nel secondo dopoguerra fu promossa dal Giappone e nella persona di William Deming (di cui conosciamo il ciclo PDCA). Sulla base del modello Giapponese l’applicazione del metodo arriva anche in occidente negli anni 80 e nascono le prime norme armonizzate. Nasce la prima norma ISO 9001 del 1987. Il concetto principale era quello di prevenire le NC. Nella successiva revisione del 1994 il sistema di gestione cambia prospettiva e si focalizza sulla figura del cliente. Successivamente la 2008 si focalizza sul miglioramento dei processi aziendali e nell’ultima revisione del 2015 si concentra sul rischio d’impresa e sulla capacità di migliorarsi partendo da un’analisi del contesto e dalla valutazione dei rischi e delle opportunità d’impresa.

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